Week-end incantato: Sassocorvaro e Gradara

GIORNO 1

Partiamo il sabato mattina in cerca di una festa dei folletti in provincia di Pesaro, per precisione ad Urbania, pensando che sarebbe stata un’ottima occasione per usare il nostro camper.

La meta è per noi raggiungibilissima: direzione Fano, poi si prende la SS73bis, che percorre la valle del Metauro, che porta verso monti, in direzione di Acqualagna e successivamente si prende una strada provinciale e strade minori di montagna in direzione di Urbania. In questo groviglio di stradine troviamo finalmente “IL BOSCO DEI FOLLETTI”: parcheggio impossibile, un’altra famiglia aveva già avuto la nostra idea di arrivare in camper e aveva trovato l’unico posto congeniale.

Dopo mezz’ora di indecisione sul da farsi, considerando la grande delusione di Greta e Federico, mio marito ed io decidiamo di cambiare aria, tanto possiamo andare ovunque, abbiamo il camper…

OK! Ripartiamo…guardiamo la cartina, dove potremmo andare? Ci serve un luogo tranquillo, immerso nella natura, volevamo fare un week end tra boschi e folletti. Dò di nuovo un’occhiata alla cartina e noto che a qualche decina di km di distanza c’è un laghetto, come si chiama il paesino? Sassocorvaro. Cerco informazioni online: viene definita un’oasi di pace e silenzio. Andiamo!

Ci dirigiamo in direzione Sant’Angelo in Vado, che insieme ad Acqualagna sono i paesi del tartufo, e facendo sempre strade di montagna dobbiamo raggiungere la valle del Foglia, che è il fiume che forma il lago artificiale verso il quale siamo diretti, che in realtà si chiama lago di Mercatale.

Nel frattempo cerchiamo anche un parcheggio sempre attraverso la rete e ci rendiamo conto che un’area sosta è proprio in riva al lago con un chiosco e parco giochi per i bambini. E’ tutto ciò che vogliamo…

Al nostro arrivo notiamo che l’area camper è totalmente vuota: il gestore è lo stesso del bar che ci attiva subito tutti i servizi.

Una volta sistemati, andiamo al bar a bere una birretta, mentre i bambini optano per il gelato: ci sediamo sui tavoli all’aperto, la temperatura è molto più dolce di quella da cui veniamo (30°). Il posto sembra frequentato esclusivamente da gente del luogo, con qualche turista stanziale.

La nostra Cora attira come sempre le attenzioni di tutti…velocemente ci spostiamo verso l’area giochi. I bambini sono stati qui per tutto il tempo mentre mio marito ed io e il cane ci siamo riposati sul prato di fianco. Da questa posizione si poteva osservare tutto il lago con la frazione di Mercatale in basso di fronte e il suo campanile che spicca al centro e si rispecchia completamente nel lago azzurro come il cielo. A destra invece più arroccato sulla montagna il paese di Sassocorvaro. La vista è veramente notevole: sembra un paesino incantato.

Ci accorgiamo che di fianco al chiosco c’era una locandina che pubblicizzava l’evento della serata: pizza al piatto e un gruppo di liscio…quindi saremmo stati in buona compagnia…

Per cena abbiamo fatto il pic nic sul prato, così i bambini potevano fare una piccola pausa tra uno scivolo e l’altro, e così abbiamo passato tutta la serata, con una ninna nanna a suon di liscio.

Ci è stato chiesto da qualcuno del posto, come eravamo finiti lì e la nostra risposta è stata: “effettivamente per caso”!

GIORNO 2

La mattina, risvegliati sullo sfondo del bellissimo paesaggio lacustre, facciamo una buona colazione: tra latte caldo, profumo di caffè, brioche e cornflakes, decidiamo la meta della giornata. In realtà l’avevamo già pensata: Gradara.

Ripartiamo dopo avere fatto le operazioni di scarico, in direzione Pesaro, percorrendo la SP3, facendo successivamente una deviazione sempre su strade minori circondati dal paesaggio tipico delle colline marchigiane. Passiamo per Tavullia, città natale del nostro campione Valentino Rossi, facendo attenzione a scorgere il suo “Ranch”, ovvero la pista ufficiale della VR46 Riders Academy, che un tempo era una cava dove il “dottore” da giovane si allenava facendo motocross, e oggi è stata trasformata in 1600 m di pista sterrata dove si allenano giovani piloti, e dove sono passati anche altri campioni del motociclismo.

Ed effettivamente la scorgiamo sulla destra dopo Borgo Santa Maria, una frazione di Pesaro: troviamo un gruppo di ragazzi intento a fare delle foto dall’alto, mentre noi ci accontentiamo di guardare ed imprimere il ricordo, perché per noi non è possibile trovare un posto dove sostare a bordo strada.

Finalmente arriviamo a Gradara: ci dirigiamo verso il parcheggio che avevamo trovato tramite internet, il P1, vicino al centro del paese. Preparati i panini per il  pranzo, cominciamo a girare per il paese e veniamo subito attratti dalla sua atmosfera medievale: passando attraverso la prima cinta muraria abbiamo l’impressione di cambiare secolo.

Questo antico borgo è impregnato di storia e sembra avere resistito agli anni in modo egregio; ogni singolo particolare sembra essere curato come un gioiello, non solo gli edifici storici, ma anche le abitazioni private: scorgiamo giardini e cortili colorati dai fiori che sporgono da ogni angolo e che emanano i loro profumi.

Facciamo il giro della cinta muraria che può essere percorsa lungo di suoi camminamenti di ronda, per poi arrivare nel cuore del borgo dove ci informiamo per la visita al castello, dove veniamo informati che il cane non può entrare.

Nel castello ripercorriamo la storia di Paolo e Francesca che ha molto incuriosito i bambini, che sono però particolarmente interessati dai racconti sulla vita che si conduceva nel castello.

Finita la visita, diamo una sbirciatina ai negozietti che propongono soprattutto oggettistica che ha a che fare con le storie tipiche del medioevo: cavalieri, armi e gufi.

Mentre ripercorriamo la via principale ci fermiamo a prendere un gelato e troviamo con nostra grande sorpresa una ragazza con un gufo gigante appoggiato sul braccio che ha destato l’interesse dei bambini che sono andati a  fare mille domande : era un’artista del teatro con un barbagianni che faceva la pubblicità agli spettacoli con i gufi e con i falchi.

Dopo tutte le foto e i convenevoli del caso, ci rendiamo conto che per noi è venuto il tempo di uscire da questa fiaba.

 

Lascia un commento